Autore: per.questa.strada.va@gmail.com

  • Il Rosario è per tutti, anche per i pirati!

    Che cosa è il Rosario – “Il santo Rosario, essendo sostanzialmente composto della preghiera di Cristo Gesù e della salutazione angelica – il Pater e l’Ave – e della meditazione dei misteri di Gesù e di Maria, è senza dubbio la prima e la principale devozione in uso presso i fedeli, dal tempo degli Apostoli e dei primi discepoli, dì secolo in secolo giunta fino a noi“.
    Così lo definisce San Luigi Maria Grignion de Montfort in “Il segreto ammirabile del Santo Rosario”. Il cognome forse suona già familiare: sì, è lui che ha scritto l’atto di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria; dalla sua vita (e soprattutto dai suoi scritti) è impossibile non cogliere la devozione verso la Madre di Dio. Più celebre ancora è forse la sua espressione “Totus Tuus” che adottò anche Papa San Giovanni Paolo II come motto episcopale e pontificale per evidenziare la sua profonda devozione mariana: il motto è tratto dal celebre libro “Trattato della vera devozione alla Santa Vergine”.

    Le origini del santo Rosario – Per ripercorrere le origini, faccio affidamento al libro “Beato Alano, Salterio di Gesù e Maria, volume unico, seconda edizione, 2022, versione per la lettura, traduzione a cura di Don Roberto Paola” che è stato anche commentato dal sacerdote carmelitano padre Giorgio Maria Farè ad ottobre 2022 nel ciclo di catechesi interamente dedicato al Santo Rosario. Già dalle prime pagine si apprende che le origini sono molto antiche. Padre Raimondo Spiazzi O.P., storico domenicano, riporta nel libro:

    “Che il Padre S. Domenico sia stato il primo ad istituire la devozione del Rosario è opinione comune, che viene confermata nelle Bolle dei papi Leone X, Pio V, Gregorio XIII, Sisto V ed altri Pontefici (…). Perciò non possono sorgere dubbi. Ed anche se è accertata l’antichissima tradizione di questo modo di pregare – l’uso del Pater Noster e buona parte dell’Ave Maria ebbe inizio ai tempi degli Apostoli – è altrettanto vero che il modo particolare di recitare l’orazione domenicale e l’Ave Maria (quindici Pater noster e centocinquanta Ave Maria) fu introdotto solo da San Domenico con il preciso intento di far meditare sui misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi.”

    Nasce quindi una curiosità sincera sulla figura di “Padre S. Domenico”. Ebbene, si sta parlando di San Domenico di Guzàmn nonché fondatore dell’ordine dei predicatori. La curiosità si trasforma in stupore quando si legge di come abbia ideato il Rosario, o meglio, chi glielo abbia insegnato:
    “Il Rosario, o Salterio di Gesù e di Maria, appare improvvisamente nella storia (sebbene mai siano mancate, a partire dagli Apostoli, preghiere di intercessione a Maria Santissima) nel 1212, quando a Tolosa, nell’Alta Garonna di Francia, la Madonna apparve diverse volte a San Domenico di Guzmàn (1170-1221). Mentre, come ci racconta il Beato Alano, egli era prostrato a terra, pregando incessantemente e facendo penitenza per impetrare il soccorso davanti all’eresia dagli Albigesi, in un’accorata preghiera alla Vergine Santissima, gli apparve la Madonna, e, porgendogli una Corona da quindici misteri lo istruì sulla potenza del suo Rosario o Salterio, e gli disse: “Orsù, dunque, prendi questo Salterio e predicalo costantemente insieme a Me”.

    I pirati e il Santo Rosario – Sempre leggendo il libro “Beato Alano, Salterio di Gesù e Maria” citato nel paragrafo precedente, si viene a conoscenza di un fatto molto interessante accaduto “Quasi quindici anni prima del glorioso giorno della sua morte” della vita di San Domenico:
    “[…] avvenne che con il compagno di peregrinazione Fra Bernardo, non lontano da San Giacomo di Compostella, cadesse nelle mani dei pirati. Essi conducono l’eccellente bottino, essendo stati entrambi rapiti, alla flotta delle loro navi. Dopo averli prima di tutto esaminati con molti interrogatori, e dopo averli straziati anche con flagelli, li assegnarono ai servizi più vili, ai remi.”

    Come si comprende, i due frati sono relegati ad un servizio assai faticoso e sembra che lo debbano fare fino alla fine dei loro giorni ma, “trascorso, per essi, un trimestre”, la “Santissima Madre di Misericordia” non resiste più alla vista delle tante fatiche di San Domenico a cui aveva affidato l’opera di pregare e diffondere il Santo Rosario. Per questo, un giorno, mentre la nave sta traversando il mare, le sue preghiere vengono esaudite e il cielo muta totalmente: venti impetuosi si lanciano sul mare, agitandolo e facendo così sopraggiungere una tempesta assai spaventosa. I pirati, disperati nel vedere ogni sforzo vanificato per salvare loro stessi e la nave, iniziano a lamentarsi ad alta voce di come il destino si stia dimostrando a loro crudele. Al contrario, San Domenico e il compagno non sembrano per nulla turbati ed afflitti, anzi tentano di rinvigorire gli animi con la predicazione:
    “Fratelli”, gli dicono, “la cosa è compiuta da Dio, che è adirato. Le minacce di tutte le cose terrestri e celesti; le ire così grandi dei venti e delle onde, sono manifestazioni dell’ira di Dio […]. Chiedete perdono a Dio: invocate supplichevoli la soccorritrice Stella del mare, la Madre di Dio Maria; abbiate fede; imparerete a conoscere proprio in queste il Signore, meraviglioso ed a voi propizio”.

    Come ci si può aspettare, la crudeltà dei pirati prevale e infierisce verso i frati con smorfie e percosse… e non solo! I pirati sfogano la loro ira anche verso Dio e la Vergine Maria. San Domenico si precipita a chiedere perdono per le bestemmie professate, dimentico di tutto il male che ha appena ricevuto. Era ormai vicina la solenne festività della Vergine dell’Annunciazione, per questo il Santo si affida alle preghiere all’Annunziata fino a quando la Madonna appare dicendogli che avrebbe salvato la vita di tutti i pirati se avessero accolto il Salterio (ovvero le 3 corone del Santo Rosario) e deciso di condurre una vita più retta iniziando, assieme al Santo stesso, una fraternità da intitolarsi a Gesù e Maria. San Domenico riferisce immediatamente quanto appena udito; incredibilmente tutti sono unanimi in parole e desideri.

    Rinunciando alla perfidia, ai misfatti, alla vita passata e a se stessi, in un gran lamento, si obbligano alla penitenza ricevendo così, dalla mano del Santo, il Salterio. Lo accettano di tutto cuore e si riuniscono in una sola e nuova Fraternità sotto il nome di Gesù e Maria. Il resto non serve raccontarlo nel dettaglio perché, come si può ben immaginare, la Vergine Maria mantenne la promessa e tutti i pirati si salvarono.

    Perché ottobre è il mese del Rosario – È il 7 ottobre 1571 quando la flotta cristiana della Lega Santa vince la flotta turca a Lepanto sconfiggendo così l’impero Ottomano! Prima di sferrare l’attacco, i soldati si sono affidati alla Vergine Maria tramite il Santo Rosario… e non sono gli unici! A loro si uniscono i cristiani di tutto il mondo. Nei giorni successivi giunge a Roma la buona notizia e Papa Pio V dispone che il 7 ottobre di ogni anno si festeggi la Vergine Maria “delle Vittorie”. Il titolo viene poi cambiato il 1° aprile 1573 da Papa Gregorio XIII in “Madonna del Rosario” con la bolla Monet Apostolus con la quale stabilisce altresì che la festa si celebri la prima domenica di ottobre in tutte le chiese che possiedono un altare dedicato al Santo Rosario. Papa Clemente XI, nel 1716, decide che la celebrazione debba essere estesa alla Chiesa universale perché la Madonna del Rosario aveva concesso un altro miracolo: la vittoria militare contro i turchi ottomani nella battaglia di Peterwardein da parte del principe Eugenio di Savoia riportata nell’agosto dello stesso anno. Il principe era un comandante di profonda fede cattolica, noto per affidare le proprie campagne alla protezione divina e della Madonna. San Pio X fissa definitivamente nel 1913 la ricorrenza al 7 ottobre principalmente per ricondurre la memoria alla data storica originaria della vittoria di Lepanto.

    In conclusione – Cari lettori, in alto i cuori! Corriamo alla Vergine Maria stringendo il Santo Rosario per affidarle tutte le nostre intenzioni materiali e spirituali.

    Michela

    Link per stuzzicare la tua curiosità

    Restiamo in contatto

  • Un sito di santi come tanti altri?

    Prima presentazione – Non sono una giornalista e nemmeno una scrittrice, ma la mia testa è piena di idee. Vanno e vengono… se non le appunto le dimentico! Il principio, però, è sempre quello di migliorare ciò che vedo e ciò che faccio: spero non sia un difetto. Il titolo dell’articolo è quindi una domanda provocatoria che faccio a me stessa: “Forse ho fatto qualcosa che esiste già?”. ‘Sì’ se si legge tutto con indifferenza. ‘No’ se si cerca un filo logico dei contenuti offerti. Riassumerei tutto con 2 parole chiave: santità ed Eucarestia.

    Santità – Sicuramente grossa parte del sito tratta il tema dei Santi da diversi punti di vista: la loro vita, i libri che hanno scritto, le preghiere, ecc… I Santi sono persone affascinanti, accomunate tutte da un grande amore per Dio che hanno saputo manifestare in diversi modi, a seconda del loro carattere. “Comuni mortali”, si sono ritrovati in questo mondo a dover lottare contro vizi e passioni per non spegnere il fuoco della fede. Come ci sono riusciti? Chiediamo il loro aiuto, invochiamoli, leggiamo le loro storie. In passato mi sono accorta di quanto siano diffuse sui social frasi motivazionali che spesso non hanno un autore … Ho riportato degli esempi nell’immagine sotto. Questo accorgimento mi ha portato ad una domanda: la tristezza è forse un sentimento comune per coloro che sono lontano da Dio? Attenzione: “credere” non è una formula magica che cancella la tristezza in quanto questa è un sentimento umano che ci caratterizza (anche Gesù, in quanto Vero uomo – oltre che Vero Dio – ha provato tristezza, dolore profondo e commozione come si legge nei Vangeli). Ritengo che i Santi, a dispetto degli autori anonimi, siano ottimi amici per la “battaglia” della fede: ci ricordano che la nostra meta è il Paradiso e la loro esperienza di vita può motivarci a perseverare!

    Eucarestia – È il centro della vita di ogni cristiano perché è Gesù che si rende visibile a noi umiliando la sua Onnipotenza sotto le specie del pane e del vino. (Rif. art. 1333 del Catechismo della Chiesa Cattolica: “Al centro della celebrazione dell’Eucaristia si trovano il pane e il vino i quali, per le parole di Cristo e per l’invocazione dello Spirito Santo, diventano il Corpo e il Sangue di Cristo.”). E dove si trova? In chiesa, nel tabernacolo. Sempre. Mi sembra quindi inevitabile parlare della Santa Messa e della tradizione della Chiesa. Per questo il sito presenta, indirettamente, un continuo richiamo all’Eucarestia puntando l’attenzione sulla ricchezza del passato: Catechismo della Chiesa Cattolica di San Pio X, il rito della Santa Messa in lingua latina, le devozioni “di un tempo”.

    In conclusione – Cari lettori, di cuore, vi auguro un buon cammino di santità.

    Michela

    Link per stuzzicare la tua curiosità

    Restiamo in contatto